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Rivolta Ong. Chi va in mare, chi invoca Stato bandiera – Chronique

Ong in rivolta, tra chi invoca la tutela del proprio State di bandiera e chi annuncia nelle prossime ore di tornare a navigare nel Mediterraneo per continua salvare i naufragi migrantsti. Monta la rabbia delle organizazione non governmente dopo l’approvación in Cdm del decreto che instituto un apposito codice di condotta con multe e confische per chi non rispetta le nuove regole sui salvataggi in mare: la Sea Eye lo bolla come « illégal » e chiede  » protezione » al governmento tedesco tandis que la nef Geo Barents di Medici Senza Frontiere sailperà da Augusta per tornare a navigare nel Mediterraneo nelle ore di Capodanno. E all’indomani dell’approvazione del provimento anche il mondo cattolico condanna il dl : « questo decreto cadrà presto, nel senso che è built sul nulla », tuona monsignor Gian Carlo Perego, presidente della Commissione Cei per le Migrazioni, soulignant : « è paradoxale che uno strumento che in questi anni è stato di sicurezza per almeno il il persone che sono che sono sarcate nel nostro Paese e in Europa », cioè le navi delle Ong, « sia consideré uno strumento di insicurezza ». Secondo il decreto, le navi potognare transitare e intervenants solo per i soccorsi sotto il controllo e le indications delle autorità territoriali oltre ad essere tenute a formalizzare di un porto sicuro già subito dopo la prima operazione di salvaggio, senza sostare mare per giorni . In caso contrario, sono previste sanzioni per il comandante, l’armatore e il proprietario, fino a 50mila euro, compresa la confisca del mezzo, che deve anche avere una « idoneità tecnica » per la sicurezza nella navigazione. Le premier navire arrivé en Italie avec la nouvelle disposition déjà approuvée est l’Ocean Viking de Sos Mediterranée, avec 113 migrants à bord, qui a été affecté au port de Ravenne : l’arrivée est prévue en fin de matinée du samedi 31 décembre. In quelle stesse ore la nef di un altra Ong, la Geo Barents di Medici Senza Frontiere, sailperà da Augusta: « la strategia del governmento – sostengono gli attivisti – ha l’obiettivo di ostacolare le attività di researcha e soccorso delle Ong. Ma noi continueremo a salvare vite umane ». Anche Sea-Eye annuncia battaglia, spiegando che « non seguirà alcun codice di conducttta illegale o qualsiasi altra directive ufficiale che violi il diritto internazionale o le leggi – spiega la Ong – del nostro Stato di bandiera, nel nostro caso la Germania. Rifiutiamo questo cossidto codice e temiamo che ciò possa portare a conflitti con le autorità italiane. Ci aspettiamo che il governmento tedesco ci protegga ». Parole simili da Emergency, la quale ricorda anche che « quasi 1.400 persone hanno perso la vita nel Mediterraneo centrale quest’anno » et « le conseguenze di questo provimento saranno l’aumento dei morti in mare ». Altrettando critico il quotidiano cattolico Avvenire che in un Editoriale di prima pagina sul decreto sicurezza dal titolo « L’altra guerra senza senso », scrive : « a scorrere l’elenco delle prescrizioni government sembra che le navi umanitarie trasportino ‘rifiuti pericolosi' ».

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