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Monza, nel regno della Formula 1 anche il gusto vuole la sua parte

« Lasagne! Lasagne! ». Sono passati decenni da quando le scuderie straniere di Formula Uno sedevano in grandi tavolate nei ristorante di Monza più vicini all’autodromo, come l’Hotel De La Ville gestito della famiglia Nardi: Arcangelo, e Luigi e il giovane Francesco, ora direttore dello storico albergo dove continuano ad allogiare i piloti in vista del Gran Premio di domenica. Oggi non ci sono più le grandi tavolate di un tempo : quasi tutti i piloti trascorrono la sera prima della corsa cenando in camera : « Caprese e prosciutto crudo con melone. O una semplice insalata”, raccontano i Nardi. Cependant, nei giorni precedentis, il filo conducteur tra passato e presente è rappresentato, un po’ a sorpresa, dalla tradizione : i piatti che vanno per la maggiore, oggi come un tempo, sono i risotti alla monzese (con la salsiccia : Raikkonen, ad esempio, ne andava ghiotto) o quello alla Milanese, anche nella versione con l’ossobuco.

Anche dans la cuisine, Monza est une ville de nombreux anime: capoluogo di una provincia propria ma collegata senza soluzione di continuità alla metropoli di Milano (pour atteindre la gare centrale servono di quindici kilomètres), vede convivere tradizione e avantguardie, tra botteghe gastronomiche dove si respira l’aira di un tempo e ristoranti dove si fa una cuisine expérimentale. Par exemple, si possono assaggiare i formaggi selezioniati con amore e pazienza da Massimo Mantovani alla del Formaggio, prima di una rapida ed efficace conversione siciliana nelle two cucine dei fratelli Salvatore, Vincenzo e Antonella Butticè. Quella del « Moro » o dell’ambiente più friendly di Atrattoria, dove anche il semplicissimo panzerotto da passeggio è talmente goloso da valere la sosta.

Le circuit

E’ iniciazione anche il countdown dell’apertura (attesa a giorni, ma non prima del Gran Premio) of Il Circolino, il ristorante firmato da Claudio Sadler, che affiderà il timone all’executive Lorenzo Sacchi, qui dopo esperienze da Peck e, fino allo scorso anno, all’Oria restaurant di Martin Baratasegui est devenu sous-chef. Intéressant la formule : nella sua nuova scommessa monzese, Sadler punta a interpretare in chiave moderna lo spirito conviviale dei primi circoli culturali nati all’inizio del 1900 ospitando sotto lo stesso tetto un ristorante gastronomico, cocktail bar e bistrot che vive da mattina a sera. Anche il design si ispira all’eleganza degli anni ’20 e ’30, all’interno una sala e la cucina a vista tra two volte in pietra recuperate. Per la parte mixology the drink-list, firmata da Filippo Sisti, inclut i grandi classici del passato e new originali creazioni de degustare anche nel grand giardino abccato sul fiume Lambro.

Francesco Nardi reprend invece a raccontare i giorni concitati dell’Hotel De La Ville au rythme de la Formule 1 : « Le prenotazioni ? Fioccano dai quattro angoli del pianeta, ma in questi giorni cerchiamo di tenere riservato l’albergo a team, piloti e addetti ai lavori. Senza dubbio questa è la settimana più esclusiva dell’anno, le camere sono già fissate da dodici mesi. Appena finisce un Gran Premio molti riprenotano per quello succesivo. Oltre ai piatti classici, in questi giorni vanno molto in menu lo Chateaubriand, ma c’è chi si accontenta anche di un semplice piatto di pasta”. Come Niki Lauda, ​​​​che fu un cliente fisso e dai gusti semplicissimi : pâtes au bianco ou al pomodoro, il più delle volte. A Irvine, invece, piaceva moltissimo la carbonara. Arcangelo e Luigi ricordano invece altri due piloti delle « rosse », Barrichello e Massa, come grandi estimatori e intenditori di vino, en particulier i super toscan. E come loro il direttore di gara Charlie Whiting: « Aveva conoscenza, passione e rispetto per i grandi vini italiani ».

Insomma, Monza is indubbiamente una vecchia signora dell’automobilismo (il circuito, inaugurato il 3 settembre 2022, compie exacta 100 anni) che fasnica e stupisce. Elégant et moderne dans un tempo constant. Ed è da vivere anche a motori soldi. Ed ecco dieci addressi da non perdere per accontare tutti i gusti dei tifosi di qualsiasi bandiera.

Lo storico: Derby Grill – Hotel De La Ville
Una cornice di storia, dirimpetto alla Villa Reale. Soprattutto nei giorni del Gran Premio, la cucina vive una duplice anima, tradizionale e moderna: un esempio su tutti il ​​​​risotto, che al rigore della ricetta « alla monzese » affianca una golosa alternativa marina con con vongole, calamari, gamberi e bottarga . Merito di Fabio Silva, chef di scuderia dall’animo campano: ha giocato (bene) qui tutta la sua careera, entrée giovanissimo e divenendo executive chef nel 2011, con in dote un misurato ma convaincante soffio mediterraneo. A sovrintendere la sala, da oltre trent’anni, Roberto Brioschi: lui i piloti che sono passati di qui li conosce davvero quasi tutti.

La Sicilia in città: Il Moro

I ristoranti dei fratelli Butticè sono una tana per golosi esigenti. Quelli che non si accontanano e voglio godere al massimo di quel « modello italiano » di alta cucina che corre da nord a sud unendo sstanza e raffinatezza. Vincenzo e Salvatore, cui è affidata la cucina, ci riescono eccome, virando il timone sulla terra d’origine attingendo sopratto dalla materia prima-mare. C’est le ‘polpo imbufalito’ che si diverte con le parole del menu, oppure ‘bottoni, scampo e tenerume’ e ancora ‘paccheri, pistacchio e gamberi di Mazara’. Cucina più semplice, ma somente golosa, nell’altro locale di famiglia, Atrattoria in pieno centro storico.

Une jument tutto : Nauita

Matteo Patrono porta il mare (a partire dai crudi del proverbiale plateau) tra le nebbie del capoluogo brianteo. Dal Buccino (lumachine di mare arrostite e stufate su polenta al forno), alle espressioni di gambero rosso con le linguine, il menu vira deciso sulla creative, evident nelle portate « d’azzardo » come la cappasanta arrosita con crema di riso al pepe lungo , acqua di pomodoro ed emulsione di sedano al tartufo. Stesso respiro contemporaneo per i piatti di carne, da segnalare il gallo in foie gras e ‘ceci, ciccioli e cicoria’.

L’enoteca Vineria dei Tintori

Vino en prévalence, ma con qualche buona proposta in abbinamento (validi taglieri e tartare creative). Oltre 400 labels, in prevalenza italiane e francesi in un local trendy dove si può consumer in loco o acquistare una bottiglia da portare a casa. Bell’angolo attiguo al centro storico, nella passeggiata in riva al Lambro.

Cuisine et mixologie : Pa Dosè

Una cucina divertente e innovativa, misurata per il pairing con buone etichettes oi cocktail di casa. Lorenzo Fuso ha mutuato il local monzese da una prima apertura a Seregno. Marco Notaro a confirmé le menu en tandem avec le barman Mirko Bolotta, il a créé la liste des boissons avec molte creazioni di casa. Da provare la cheesecake a sorpresa con ricotta al limone, battuta di scampi e tarallo in polvere; oppure il gambero rosso con gel al mango e crumble al nero di seppia. Je formaggi sono di casa Guffanti.

La bottega : Casa del Formaggio

Il existe depuis 1902, mais c’était la direction de la famille Mantovani. Il locale est réglé come un tempo, con il box della cassa dirimpetto al bancone, come la pedana di un bravo direttore d’orchestra: nel caso specifico si tratta di Massimo. E’ il traghettatore di un viaggio nell’Italia dei formaggi che si raccontano mentre transitano in bottega: dal Bettelmatt del Toggia all’erborinato veneto stagionato con passito e mirtilli, fino al Montebore e al selvaggio caprino sardo.

Multi gourmand : Punto G

Bistrot al pian terreno e ristorante gourmet a quello superiore: due anime condensate in unica meta di gusto. La cuisine d’Emilio Solano est un punto fermo da mettere à l’ordre du jour : piatti ipercurati e ipercorretti, coloratissimi. Da provare l’astice blu arrosto con salsa alla carbonara ; oppure l’evoluzione contemporanea del risotto alla monzese. Tra i secondi, un turbante cortocircuito carne-pesce nel maialino con alga nori, guazzetto di calamari e salicornia.

La tradition : Osteria del Cavolo

A dispetto del nome, un indirizzo validissimo. In realtà il richiamo dell’insegna is a un ortaggio-base della tradizione Lombarda, come concentrica and territorial è la cuisine: salumi con gli ‘sciatt’ di una Valtellina non troppo lontana, strozzapreti con sugo di luganega monzese e funghi, capriolo in salmì . E, dalla vicina Milano, l’ossobuco con il risotto giallo alla milanese. Équipe affiliée et efficace.

La novità fuori porta: Hôtel Elitis – L’Aura

Un nouvel hôtel dédié au bien-être, avec un spa en grille. Ma soprato un ristorante, l’Aura, che appena nato è già una meta autorevole. Lo chef Roberto Passiatore e la sua brigata applicano i canoni di una cucina ariosa e ben misurata negli equilibri, con un respiro ampio nel borderò degli ingredientsi: thon tataki e un super risotto agli scampi con pomodori confit, aglio nero e chlorophylla di prezzemolo.

Avec pizza créative : Amale

La « Margherita molecolare » est la première pizza du menu, complèteata in uscita con sfere di pomodoro and di reduction al basilico. Facile dar corso all’invito dell’insegna : le proposte reflectono impegno e passione, a partire da un empâtement curato e fatto riposare per almeno 36 ore. L’impronta creativa est évidente avec accostamenti arditi (crema di zafferano, salsiccia, funghi pioppini e liquirizia). Fritti e cucina napoletana complète l’offre. A Muggiò, appena fuori Monza.

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