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Migranti, déclaration d’Italie-Malte-Cipro-Grèce : delusione sui ricollocamenti – Politica

Madrid « non può sustainer proposte che premierrebbero in Paesi che non rispettano i loro obligazione in termini di diritto marittimo internazionale e che andrebbero a discapito di quelli che, come la Spagna, rispettano i loro obligazione internazionali e salvano vite con risorse pubbliche »: il dit all’ANSA un portavoce del ministero dell’Interno spagnolo, commentando la dichiarazione congiunta di Italia, Grecia, Malta e Cipro sui migrantsi rivolta all Unione europea. La Espagne, è la prémisse, « partage avec ses partenaires méditerranéens la nécessité d’instituer un mécanisme de répartition égale des responsabilités entre les pays de l’UE en matière de migration, et il a toujours été défendu au sein de la Med5 que nei Consigli dei ministri dell ‘Interno’. Ma « non può però sustainer propose che premierrebbero i Paesi che non rispettano i loro obligazione in termini di diritto marittimo internazionale e che andrebbero a discapito di quelli che, come la Spagna, rispettano i loro obligazione internazionali e salvano vite con risorse pubbliche ».

In una diarchiazione congiunta Italia, Malta, Cipro e Grecia – i Paesi di primo ingresso in Europa nel Mediterraneo – definiscono « increscioso e deludente » il mancato rispetto degli accordi sulla ricolocazione dei migrants. « Malheureusement – si legge nella nota -, il numero di impegni di relocation assunti dagli Stati membri participatini representatante solamente una molto esigua frazione molto esigua del numero efectivo di arrivi irrégulier ». Il meccanismo, aggiugono, si è dimosto « lento » per alleviare la pressione sui Paesi « di prima linea ».

L’Italie, Malte, Chypre et la Grèce invités avec un « rispettare » la « cornice giuridica internazionale sulle operazioni di search and rescue ». « Ogni Stato – si legge nella nota – deve effettamente exercitare la jurisdizione e il controllo sulle navi battenti la propria bandiera ». In quattro Paesi, inoltre, ritegono « urgente e necessaria » una discussione sul coordinamento delle Ong nel rispetto delle convenzioni internazionali ». « Tutti gli Stati di bandiera si assumano le loro responsabilita con i loro obligazione internazionali », conclut la note invitant l’Ue ad ottare le misure per estabelle la discussione.

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« Visto che tutti si riempiono la bocca della parola solidarietà europea, vediamo di applicarla. Ormai l’hanno detto anche il Papa e Mattarella, l’Europa batta un colpo ». Lo ha detto il leader della Lega e ministro per le Infrastrutture Matteo Salvini. « Se nel corso di quest’anno fra le decine di migliaia, ormai siamo quasi a 90 mila, di immigrati arrivati ​​​​in Italia la famosa solidarietà europea ne ha collocati negli altri paesi, dove sta? – ha concluso -. Non può essere tutto sulle spalle di Italia, Spagna, Grecia o di Malta e Cipro. L’Europa è tutta Europa ».

La déclaration congiunta
« Italie, Grèce, Malte et Chypre, in quanto Paesi di primo ingresso in Europe, traverso la rotta del Mediterraneo centrale ed orientale – si legge nella note -, si trovano a sustainer l’onere più gravoso della gestione dei flussi migratori nel Mediterraneo, nel pieno respecto di tutti gli internationali obligations e delle norme dell’Ue. sia equamente condivisa tra tutti gli Stati membri ». « Le 10 juin 2022 – continua la dichiarazione congiunta -, abbiamo approvato una Dichiarazione Politica che instituito un meccanismo di relocation temporaneo e voluntario, malgré dans Paesi MED 5 sostenessero uno scheme di relocation obbligatoria. Malheureusement, il numero di impegni di relocation assunti dagli States membri partecipanti representa somente una molto esigua fraction du nombre effectif d’arrivées irrégulières que nous avons reçues jusqu’à présent au cours de cette année. De plus, un tutttoggi il Mechanismo si è a démontré lento nel atteignant il suo obiettivo a déclaré di alleviare quell’onere que cui tutti, en tant qu’États membres de la ligne de front, nous sommes constamment exposés, dans la mesure où jusqu’à présent, seul un petit nombre de relocalisations ont été effectuées. frequente una pressure migratoria che sta mettendo a dura prova il nostro sistema di asilo e di accoglienza ». « Non posiamos sottoscrivere l’idea che in Paesi di primo ingresso gli unici punti di barco europei possibili per gli immigrati illegal – conclut la note -, surtout lorsque cela se produit de manière non coordonnée sur la base d’un choix fait par des navires, qu’agiscono in totale autonomia rispetto alle autorità statali competenti ».

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